Some of those that were forces, are the sames that bore crosses

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Perch’io sempri’a lei
gentil carezze debbo dare?
Perch’io sempri’a lei
cupo omino debbo sembrare?
Varietà stupende di colori
soavemente con armonia e leggerrezza
movere sanno loro, che
piccoli, ma di perfezione maestri,
chiamati sono col nome
di Papiglioni.
Ali sbattere fanno dolce
e passando di bellezza in pulcritudine
di melleo nettare Si nutrono,
per poi apparir Mistero
seconda nostra Vanità.
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Visto che sto scrivendo le varie poesie, potrebbe magari far piacere dove le tengo eccovi qua un paio di foto …
orribili perché fatte col cellulare ma pur sempre che danno un idea dell’insieme.
Bando alle ciance e via all’immagine!!!
Questa come potete vedere è la copertina.
Il diarietto è tutto fatto a mano. Gli elementi?
Allora: Block Notes a quadretti ed a righe, spaghi colorati (di solito cambio solo 2 colori, fuoco, matite colorate, borotalco, dopobarba, profumi, cartoncino, fazzoletti, cotone, carta da regalo ed infine quella plastica adesiva che si trova in cartoleria).
Ecco una foto del diario aperto:

Ed infine una pagina singola con una poesia ancora inedita (carino dire così?!)

E si combatte ancora,
e per mari e per monti.
Nulla di nuovo ma consueti fatti.
Ora anche per lande deserte di cielo.
Una nuova guerra di minor sacrifici;
ed è tedioso l’udir discorsi etici,
tali, riproposti nel corso dei secoli: che
colonne doriche son dei millenni.
Ora la guerra è sotto casa nostra
e fiumi di parole e solidarietà si riverseranno
nell’intontita coscienza dei più.
Che solo ora rimembrano la vita di altri.
Italia è guerra e pace è Kossovo.